Tovaglia: 'Déjeuner sur l'ombre'

Nell’opera esposta l’ombra rappresenta la traccia di una forma fisica: le ombre proiettate dai piatti, dai bicchieri e dalle posate sulla tovaglia, pur rimanendo su un piano bidimensionale, ricreano illusionisticamente la presenza reale degli oggetti, divenendo nel contempo motivo motivo decorativo. Un oggetto di uso quotidiano come la tovaglia viene trasfigurato e reso poetico dalla presenza immateriale dell’ombra, che ci riporta all’antico e tenace mito delle origini della pittura: da Plinio il Vecchio a Leonardo da Vinci passando per Marsilio Ficino e Leon Battista Alberti, tutti concordano nel ritenere che la pittura nasca dall’uso di tracciare con delle linee il contorno dell’ombra proiettata dall’uomo. E un omaggio alla pittura viene anche dal titolo (‘Déjeuner sur l’ombre’), che giocosamente allude al famoso ‘Déjeuner sur l’herbe’ di Manet, un quadro pure dominato da forti contrasti di luce e ombra.